Progetto BENEFIT: CBN promuove un nuovo studio clinico con i suoi dispositivi medici indossabili per disfagia


La tecnologia digitale migliora i servizi dell’assistenza sanitaria, si fa carico di percorsi terapeutici complessi, affianca la medicina tradizionale.
E’ il caso del progetto BENEFIT (“Benessere nutrizionale e fisico con tecnologie indossabili”), cofinanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del Bando INNONETWORK – aiuti alle attività di Ricerca e Sviluppo, e giunto alla fase di sperimentazione sul campo grazie alla condivisione e alla collaborazione dell’A.S.L. Lecce. Responsabili della ricerca: un team multidisciplinare di aziende locali ( Links, Piezoskin, Proàgo, Web elettronica), nazionali (Center for Biomolecular Nanotechnologies- Istituto Italiano di Tecnologia di Lecce), enti pubblici (il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione di Unisalento).


Obiettivo: sviluppare una piattaforma tecnologica connessa ad una soluzione mobile (smartphone) che faccia da supporto alle valutazioni di un medico foniatra sui casi di disfagia. In pratica, un cerotto realizzato con materiale piezoelettrico applicato nella zona del collo di un paziente disfagico - interfacciato via bluetooth con un App mobile – che raccoglie dati relativi alla deglutizione, sia nel corso di una visita, che a lungo termine e a distanza.

Come spiega il dr. Vincenzo Sallustio, referente dell’Unità di Foniatria del “Vito Fazzi” di Lecce: ”Accedendo alla piattaforma web, il medico oltre che a consultare dati e statistiche inerenti le misurazioni effettuate e disporre dunque di un data base storico, può eseguire attività di analisi predittive e/o cliniche sui dati dei singoli pazienti”.

E infatti l’A.S.L. Lecce – una volta che il Comitato etico ha approvato il protocollo della ricerca e autorizzato la sperimentazione – vuole essere in prima linea in questo test con la sua Unità di Foniatria, da sempre all’avanguardia nella cura di un disturbo, la disfagia, che può essere causata da patologie

diverse, spesso neurologiche o neurodegenerative ( SLA, posti ictus, sclerosi multipla, Parkinson, demenza), purtroppo non sempre considerate seriamente da familiari e caregiver e che possono condurre invece a marcata invalidità e abbassamento dei livelli minimi di qualità nella nutrizione.

“E invece uno dei vantaggi della soluzione BENEFIT è che una volta compresa la tecnica di applicazione può essere gestito facilmente dai familiari o assistenti dei pazienti nella propria abitazione, e‘ uno strumento assolutamente non invasivo che può rivelarsi di straordinaria utilita’ per i medici”, aggiunge Sallustio, che con uno staff assai professionalizzato segue circa 300 pazienti in provincia di Lecce affetti da questo disturbo.

A giorni, l’inizio della sperimentazione presso la Cittadella della Salute, su un campione di 12 soggetti c.detti “normali” ovvero che non presentano sintomi disfagici: in una seconda fase si proporrà la sperimentazione ad altrettanti soggetti colpiti invece dal disturbo, ai diversi livelli della scala di gravità: potranno dedicare al test poco meno di un quarto d’ora, a diversi intervalli anche quando rientreranno nelle proprie abitazioni. “Si pensi a quanto sarebbe importante misurare eventuali miglioramenti nella deglutizione in pazienti sottoposti a terapie riabilitative”, conclude Sallustio.

Autentica novità dunque, sul piano della ricerca tecnologica applicata alla salute. Protagonisti: il sistema di ricerca pubblico-privato del Salento – con le opportune alleanze – e la struttura sanitaria pubblica di Lecce. Che in questo modo “anticipano” quanto indicato dalla Seconda Componente della Missione “Salute” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che prevede interventi sistematici nella innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria.


Del dispositivo si era già parlato in un servizio di TGR - Officina Italia. Leggi la news cliccando qui
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